
Questa pagina sul mio sito e curata Don Caneto, molti conoscono sicuramente don Caneto (Gianluigi) poiché ha svolto la sua azione pastorale in molte parrocchie del savonese, tra cui Rialto, suo paese natale, ma forse non tutti sanno che è anche una figura di riferimento nel panorama culturale per la sua attività di studioso, storico e archivista. Attualmente è direttore dell’Archivio Storico e della Biblioteca diocesana di Savona. In questo ruolo non solo cura e valorizza il patrimonio documentario ma continua a mettere a disposizione le sue competenze e ad offrire contributi per saggi e studi storici.

Blasonatura: “D’argento al monte all’italiana di verde movente dalla punta, sostenente una vite accollata ad un albero di castagno al naturale”.
Non ha un’origine antica, ma creato probabilmente col Regno d’Italia.
Il significato è chiaro: il comune di Rialto è montano e i suoi prodotti principali sono vino e castagne. L’argento dello sfondo forse richiama l’antica miniera d’argento del monte Purín, nel suo territorio. Il castagno potrebbe riferirsi non solo ai suoi frutti, ma al legno delle piante selvatiche da cui si ricavavano pali molto pregiati per la loro solidità, usati per i vigneti (ambrustín) e per mille altri usi, considerati tra i migliori del ponente soprattutto quelli nati in terreni sassosi, perché crescendo lentamente, sono estremamente robusti.
LE PRIME NOTIZIE SU RIALTO E VENE
2 Agosto 1179
- Il primo documento scritto su Rialto:
Il Marchese Enrico del VASTO desina all’ospedale di Fornelli i suoi diritti che aveva in Rialto sul pane e sul vino “Do sibi totum drictum quod habeo in Rialto de pane et de vino”
1 Aprile 1182
- In un atto appare come teste “PRESBYTER RODULFUS DE RIALTO”
20 Giugno 1261
- La comunità di Rialto acquista dal Marchese Giacomo del Carretto un ampio territorio nel versante di Bormida su cui pascolare greggi e procurarsi legname, fare carbone. I boschi allora erano una vitale risorsa. A nome della comunità compaiono nell’atto Gastaldo Grenno e Giovanni Casanova.
- In periodo precedente però la comunità di Rialto risulta già proprietaria anche della “Rocca” cioè la zona a Ponente del passo del Melogno, il PURÍN dove si trova l’antica miniera d’argento.
1386
- LA PRIMA NOTIZIA SCRITTA riguardo VENE in un testamento di Giacomina, figlia di tal Guglielmotto, che lascia al Convento di S. Caterina del Borgo un frutto su una sua terra, appunto, delle Vene.


I primi dati sul numero degli abitanti possiamo ricavarli principalmente dagli “status animarum”, cioè dal conteggio dei parrocchiani fatto durante le benedizioni delle case. A Rialto questi “status” sono stati conservati abbastanza numerosi nell’archivio parrocchiale, mentre alle Vene sono quasi inesistenti. Alcuni dati antichi derivano dal numero dei “fuochi” cioè dai nuclei famigliari, calcolati dalle autorità civili. Le comunità di Rialto e delle Vene furono autonome e separate fino al 1802, quando vennero unite in un unico comune: ecco perché qui sotto trovate i dati così divisi
1534 Rialto “fuochi ” 140 ab. circa 560 Vene “fuochi” 60 abit. circa 240
1568 Rialto “ “ 530
1612 Rialto “ “ 550
1712 Rialto “ “ 439
1725 Rialto “ “ 575
1760 Rialto “ “ 548
1804 Totale 703 (da dati dei censimenti statali)
1819 “ 760
1828 “ 792
1838 “ 849
1859 “ 870
1868 “ 828
1901 “ 1040 (sic!)
1931 “ 804
1961 “ 564
1978 “ 543
1989 “ 541
2026 “ 528
Una curiosità: nel sec. XVII (quando pochissimi superavano i 65 anni) a Rialto troviamo ben 4 morti a 100 anni:
21 maggio 1619 PERINA FERRINO
22 gennaio 1635 FRANCESCO BRUNETTO
20 dicembre 1645 PERINETTA CASANOVA
02 dicembre 1649 ALESSINA TEINO (nativa però di Ceva)


UOMINI E… BESTIE

Per quanto riguarda le Vene abbiamo invece un minuziosissimo censimento del 1631: il governo del Marchesato, durante la terribile peste che dal 1631 al 1632 colpisce anche la Liguria ordina il censimento delle persone e degli animali in tutte le comunità. Nell’Archivio Storico del Finale molti sono conservati. Manca tra altri, quello di Rialto che però è rimasto, quasi unico tra i paesi, immune dalla peste.
Alle Vene risultano in data 16 novembre 1631:
Famiglie 82 persone 338
Porci 61 – Pecore 324 – Capre 28
Asini 18 – Capre 18 – Muli 1 – Vacche 1
Delle persone solo 7 superavano i 70 anni ( un uomo di 78 e di 80 anni 2 donne e 4 uomini)
Dall’Archivio Storico del Comune risulta che in Rialto:
nel 1842 c’erano 386 capre
nel 1866 c’erano 400 capre – 400 pecore – 500 “bestie grosse” (cioè bovini ed equini)

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