Avvocato Giovanni Cesio al battesimo Angelo Nicolò Lorenzo
E’ figlio del Capitano Cesio Battista Luigi e di Folco (o Folchi) Maria Angela, nasce a Calice nella casa paterna l’8 novembre 1811. Aveva anche due sorelle, Appolonia Augusta Giuseppa, nata nel 1813 e morta a 7 anni circa, e Maria Caterina Francisca nata nel 1801; nel 1822 si sposa con Vigliola Giacomo Vincenzo; non si hanno altre notizie di eventi successivi al matrimonio.
Quattro suoi fratelli muoiono tutti in tenera età: Nicolò Giuseppe, nato nel 1791, muore a circa 8 mesi ; Giovanni Vincenzo Epifano, nato nel 1797, muore a 10 anni circa e Giovanni Lorenzo Maria muore il giorno della nascita, nel 1799.

La famiglia risiedeva nel palazzo situato nei pressi della piazza, dove abitava anche la famiglia dello zio Filippo e i vari sacerdoti Cesio. È comprensibile che già da piccolo Giovanni fosse destinato ad un avvenire prestigioso, dal momento che si muove in un contesto culturale e sociale di notevole levatura, se rapportato ai tempi.
Il papà dell’avvocato, nel 1814, ricoprì la carica di Capo Anziano del Comune e nel febbraio 1826 venne nominato Sindaco di Calice(1); purtroppo morì improvvisamente il 1° ottobre del 1827, a 60 anni circa, quando Giovanni aveva circa 15 anni.

Nel novembre 1828 la Sig.ra Mariangela Folchi, vedova Cesio, fece richiesta presso il Comune(1b) di Calice del certificato per poter iscrivere il figlio Giovanni alla Regia Università di Genova. Il certificato di buona condotta, necessario per l’iscrizione, della Polizia Generale del Ducato di Genova, attesta che il giovane diciassettenne non ha
“al certo preso parte negli avvenimenti politici accaduti negli anni scorsi”. È legittimo ritenere che ci si riferisca alle sfortunate rivoluzioni del ’21?(2)
Nel 1832, il prete Giovanni Cesio, in qualità di tutore del nipote Giovanni, chiede, a norma di legge, che il giovane, ancora minorenne, possa proseguire gli studi nella sua casa di Finale, seguito dall’avvocato Gavoni.
Nel gennaio 1836, l’Avvocato Giovanni Cesio fu citato, in qualità di testimone, nell’inventario(3), redatto dal Notaio Giorgio Rozio, dei beni che il reverendo Pasquale Siccardi aveva lasciato ai nipoti. Nel mese di febbraio fu nominato Sindaco con decreto dell’Intendenza della Provincia. Il 6 giugno 1836 fece giuramento(4) e rimase in carica fino al 5 febbraio 1838.

A 36 anni, il 13 maggio 1847, l’avvocato si sposa con la coetanea – benestante – Cirio Maria detta Maria Teodora, figlia di Giovanni e di Carzolio Giovanna. Nata il 26 marzo 1811, era la sorella della moglie del dott. Cesio. La Cirio era già vedova di Bellenda Emmanuele sposato a solo 13 anni nel 1824; da quel matrimonio nacquero cinque figli: Cattarina Francisca (1826), Giovanni Francesco (1827), Angela Maria Felicina (nasce nel 1829, sposa Nicolò Massa, musicista, muore a Calice nel 1913 nella casa Massa in Eze), Carlo Alberto (1834) e Giorgio Alberto (1836). Bellenda Emmanuele era nato a Cadice (Spagna) nel 1807, si era sposato in prime nozze con Mallarino Cattarina alle Vene nel 1822. Il 4 maggio 1823 nasce Carlo Giovanni che morirà a 6 anni circa, mentre la madre morirà pochi giorni dopo la sua nascita. Bellenda Emmanuele partì per l’America nel 1835, ma lasciando in donazione alla moglie, ai figli nati e ai nascituri, alcune case, boschi e terreni. Muore il 5 agosto 1840 a Cerro di Pasco in Perù, dove risultava sposato con Maria Genova (vedesi atto registro dei morti Parrocchia di San Pietro Rialto, anno 1847 trascritto in data 6 maggio 1847).
L’avvocato Giovanni Cesio nel novembre del 1847 venne nuovamente nominato Sindaco(5) poiché era scaduto il mandato del cugino dottor Giuseppe. Nel 1849 si impegnò molto per il rifacimento dell’ edificio adibito a Casa Comunale e a scuola, situato in Via Inomonte e rimase in carica fino al 22 gennaio 1850.
Successivamente fu vicesindaco e Consigliere comunale di Calice fino a pochi giorni dalla morte.
Dal matrimonio con la Cirio nacquero quattro figli, ma solo Angelica Giovanna Geltrude, nata il 27 ottobre 1853 rimarrà in vita; Giovanni Luigi Alberto nato il 3/03/ 1848 morirà il 24/06/1849; Giovanni Luigi Fortunato Paolo nato il 25/01/1852 morirà il 20/12/1853, mentre Maria Emilia Felicità nata il 20/12/1855 morirà a quasi 10 anni, il 6/06/1865.
Nel 1863 la sig.ra Cirio Maddalena, in qualità di mandataria del sig. dott. Giuseppe Cesio, cede all’avvocato Giovanni alcune proprietà(6), comprendenti la casa dei Magli, il giardino detto “piano da casa” e la casa di abitazione che consisteva il secondo piano del palazzo, meno la parte verso tramontana che era ancora di proprietà della sorella del dott. Cesio Giovannina.
Il 14 luglio 1872 l’avvocato Giovanni Cesio fece testamento olografo(7) in cui si legge … Saranno celebrate 500 messe lette, oltre alle solite in canto, in suffragio della mia anima fra mesi 6 dal mio decesso … Pensò all’anima della moglie e infatti anche per lei 500 messe lette entro 6 mesi dalla sua morte. Sempre per la consorte Maria Teodora nata Cirio … non volesse vivere con la figlia o i discendenti obbligo di lire 1000 annue vita natural durante, anche l’usufrutto dei seguenti mobili: 6 posate in argento, 15 lenzuoli, 15 fodrette, 6 asciugamani ossia 6 guanciali, 12 asciugamani, un letto in ferro da una piazza con materasso e pagliaricci Lelascia anche … tutto il necessario nel caso volesse invitare a pranzo 5/6 persone senza obbligo di cauzione. Nel caso … non volesse vivere con i discendenti può abitare nella parte di casa che più comoda in base alla sua età. Di tutti i suoi beni mobili, immobili di qualunque natura sarà erede usufruttaria e proprietaria l’unica figlia Giovanna.
Nel 1876 l’avvocato Giovanni Cesio diede il consenso alla figlia Angelica Giovanna Geltrude di unirsi in matrimonio con il Conte Nicolò BURAGGI, avvocato erariale, figlio del Conte ed avv. Giuseppe, impiegato governativo, nato e domiciliato in Finalmarina, e della Contessa Isabella Moltedo, possidente domiciliata a Finalmarina; istituì la dote per figlia(8) (atto del Notaio Bozino Emanuele).
Il matrimonio venne celebrato a Calice nella cappella pubblica della famiglia Cesio, il 28 febbraio 1876; oltre ai genitori degli sposi erano presenti i testimoni, i Conti Giovanni Buraggi e Filippo De Raimondi.

Nella riunione del Consiglio Comunale(9) del 23 aprile 1877, il Cav. Giacomo Massa Sindaco e tutto il consiglio si dimisero in segno di protesta per l’ammissione di Perti al Comune di Finalborgo. Risulta assente, perché indisposto, l’avvocato Cesio, che morirà nella casa in cui era nato 66 anni prima, alle ore 5 pomeridiane del 12 agosto 1877.
Con lui morì l’ultimo esponente di questa importante famiglia calicese, che per oltre 70 anni aveva amministrato il nostro paese.

Dall’atto di morte, conservato nell’Archivio Storico Diocesano di Savona, risulta sepolto nel cimitero di Calice, ma io personalmente ritengo che sia stato seppellito nella Cappella della famiglia Cesio. In quel periodo, a causa delle dimissioni dell’am-ministrazione comunale, il 15 giugno 1877, venne nominato delegato straordinario del comune di Calice, facente funzioni di Sindaco, il genero Conte Nicolò Buraggi; in merito alla sepoltura dell’ avvocato Cesio in un opuscolo, ovviamente fatto stampare dai sostenitori del Cav. Giacomo Massa nell’agosto 1878 (“Quindici mesi di comando – i principali fasti del R. Delegato – e del Municipio Progressista- di Calice Ligure “) ecco cosa si legge “….il 12 agosto dello stesso anno la inesorabile morte rapisce il signor Avv. Giovanni Cesio, suocero al signor Delegato. A testimoniare la sua stima verso l’estinto, o meglio ad appagare il suo orgoglio ottiene, a seguito di poco vere esposizioni, di farne depositare la salma nella Cappella di famiglia, situata nel centro del paese, e in prossimità del pubblico pozzo. Puoi idearsi e farsi cosa in maggior opposizione alle leggi sanitarie? Intanto la popolazione mormora, sopporta e altrove si provvede d’acqua potabile, mentre l’altiero pascià se la passeggia allegramente e se la ride”.
I miei genitori, che vivevano nei pressi della cappella, ricordano che, nel 1949, quando la medesima venne parzialmente demolita per costruire l’attuale casa, vi furono rinvenuti resti umani, in particolare di bambini. Le salme furono portare e deposte nella fossa comune nel cimitero di Calice. La moglie Cirio Maria muore alle ore 6 pomeridiane del 25 novembre 1885 nella casa in Via Gallesio n. 134 a Finalborgo, dove risiedeva.
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